Dietro confezioni accattivanti, aromi e campagne mirate, resta il rischio di dipendenza da nicotina e tabacco. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità rilancia anche per il 2026 il messaggio della Giornata mondiale contro il fumo: smascherare l’appeal dei prodotti del tabacco e della nicotina, soprattutto tra i più giovani.
La campagna del 31 maggio richiama l’attenzione sulle strategie con cui l’industria rende attraenti sigarette, dispositivi elettronici, nicotine pouch e prodotti a base di nicotina sintetica, spesso percepiti come meno dannosi. A San Marino, la ricorrenza viene seguita da tempo per ribadire la necessità di non abbassare la guardia su un fattore di rischio che continua a incidere in modo pesante sulla salute pubblica.
La direttrice f.f. della UOC Oncologia, Anna Maria Bugli, ricorda che il tabacco provoca oltre 8 milioni di morti l’anno nel mondo, comprese 1,6 milioni di vittime tra i non fumatori esposti al fumo passivo. Sottolinea inoltre che gli effetti del fumo non si limitano ai polmoni, ma interessano numerosi organi e apparati, con un forte impatto anche su diversi tumori.
A San Marino si contano ogni anno circa 20-25 nuovi casi di tumore del polmone, con un incremento tra le donne in linea con quanto osservato in Italia e in Europa, soprattutto tra i più giovani e nei contesti socialmente più fragili. Le sostanze cancerogene del fumo agiscono inoltre in sinergia con altri fattori, come predisposizione genetica, esposizioni professionali e inquinamento ambientale.
Sul fronte della prevenzione, da alcuni anni l’ambulatorio pneumologico dell’Ospedale di Stato affianca i fumatori che vogliono smettere con un percorso basato sul minimal advice e sull’uso della citisina, farmaco che riduce la dipendenza da nicotina. Nel 2025 si sono rivolte al Modulo Funzionale di Pneumologia dell’ISS 140 persone e oltre il 60% ha smesso di fumare.
La responsabile del servizio, la dottoressa Valentina Conti, evidenzia che la sfida principale riguarda i nuovi prodotti come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e puff bar. Secondo Conti, questi dispositivi, pur senza combustione, restano pericolosi e possono favorire il doppio uso, le ricadute e l’avvicinamento dei giovani al fumo, mentre esistono terapie efficaci per sostenere la cessazione.
L’ISS ha inoltre avviato il progetto “Ospedale Libero dal fumo”, con nuova segnaletica, divieti più visibili e aree esterne dedicate ai fumatori. Sono già stati avviati anche contatti con la Polizia Civile per rafforzare i controlli sulle violazioni delle norme, che vietano sia le sigarette tradizionali sia quelle elettroniche e prevedono sanzioni raddoppiate in presenza di minori o donne incinte.
Il direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie dell’ISS, Alessandro Bertolini, osserva che la diffusione dei nuovi prodotti della nicotina rende ancora più necessario un approccio aggiornato e rigoroso. In questo quadro, sottolinea, la prevenzione passa anche da ambienti di cura protetti e da percorsi efficaci di presa in carico, per difendere soprattutto le fasce più esposte.


