Tre giorni di incontri, visite, laboratori e racconti per mettere al centro il mare e le acque che definiscono l’identità di Rimini. Dal 4 al 6 giugno 2026 la città ospita la prima edizione della Biennale del Mare e dell’Acqua, appuntamento che riunisce istituzioni, tecnici, ricercatori, operatori, associazioni e comunità locali attorno ai temi della tutela delle acque, della qualità ambientale e dell’economia blu.[2][3]
L’iniziativa nasce nel quadro del Patto Blu dei Due Mari con Livorno e si colloca alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione tra le due città di mare e a valorizzare il mare come patrimonio culturale, ambientale e identitario.[2][3]
Per l’assessora all’Ambiente Anna Montini, la Biennale riminese prosegue il percorso avviato lo scorso anno da Livorno e conferma una linea di lavoro centrata su tutela delle acque, sostenibilità e ruolo delle città costiere. Montini richiama anche il valore della nuova Bandiera Blu assegnata a Rimini e sottolinea il contributo del Rimini Blue Lab, insieme ai partner del territorio, nel costruire un percorso che unisce educazione, ricerca e partecipazione.[2][3]
Il programma comprende incontri pubblici, visite guidate, attività di citizen science e momenti divulgativi diffusi in città. Tra le realtà coinvolte figurano Fondazione Cetacea con “Into the Blue”, l’Aps Basta Plastica in Mare Network, il Gruppo Hera ed Ecomondo, in una rete di collaborazioni che accompagna l’evento e ne amplia la dimensione educativa e ambientale.[2][3]
Tutti gli appuntamenti, compresi quelli su prenotazione, sono disponibili sul sito del Rimini Blue Lab, dove si trovano anche i moduli per partecipare alle visite al Mercato Ittico, al Faro di Rimini, alla Cava Incal System-Oasi Natura 2000 e ai laboratori previsti dal calendario.[2][3]


