Lettera dell’ex ministro bulgaro Passy

Libertas
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Un investitore bulgaro denuncia di aver subito un danno economico a San Marino dopo il blocco di un’operazione bancaria legata all’acquisizione del 51% della Banca di San Marino. Il caso viene ora presentato come un possibile ostacolo politico e giuridico al futuro accordo di associazione tra l’Ue, San Marino e Andorra.

Secondo il documento diffuso da Solomon Passy, la società bulgara avrebbe trasferito i fondi necessari tramite UniCredit Bulbank e aperto un conto presso la Banca di San Marino dopo aver superato i controlli antiriciclaggio, ma l’autorità sammarinese avrebbe poi revocato l’autorizzazione e adottato misure coercitive. Passy sostiene che si tratti di una decisione arbitraria, priva di una base giuridica chiara.

Nel testo si afferma inoltre che il comportamento delle autorità sammarinesi potrebbe configurare una violazione del trattato bilaterale sugli investimenti firmato tra Bulgaria e San Marino nel 2007. Il trattato, secondo l’autore, garantirebbe tutela piena e sicurezza agli investimenti, oltre a principi come trattamento equo, protezione da espropriazioni, libera circolazione dei capitali e non discriminazione.

La vicenda viene collegata direttamente all’accordo di associazione Ue-Andorra-San Marino, la cui firma e successiva ratifica sono in fase avanzata dopo la finalizzazione dei testi legali nel 2024. L’intesa punta a integrare progressivamente i due microstati nel mercato interno europeo, con accesso graduale anche ai servizi finanziari, ma subordinato alla verifica della solidità dei rispettivi sistemi normativi e di vigilanza.

Passy sostiene che il caso bulgaro sollevi interrogativi sulla compatibilità del quadro regolatorio sammarinese con gli standard Ue e invita Bruxelles a valutare con attenzione le criticità emerse. Nel testo ricorda anche che le autorità di vigilanza europee avevano già espresso riserve, in passato, sull’ingresso pieno dei microstati nel mercato interno.

La nota segnala infine il rischio che una controversia internazionale possa rallentare il percorso dell’accordo e danneggiare la reputazione finanziaria di San Marino. Tra le ipotesi indicate c’è persino il disaccoppiamento tra Andorra e San Marino, con l’entrata in vigore separata dell’intesa per il Titano solo dopo la soluzione del contenzioso con l’investitore bulgaro.

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