EU Alive. L’articolo di Dick Roche sul Caso Bulgaro

GiornaleSM
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La discussione sulla giustizia sammarinese torna al centro del confronto politico e istituzionale, dopo il nuovo intervento critico che invita Bruxelles a non procedere oltre sul dossier dell’associazione con l’Ue senza prima verificare riforme concrete e verificabili.

Il tema ruota attorno alla tenuta dello Stato di diritto nella Repubblica e alla capacità del sistema giudiziario di rispondere agli standard richiesti in un contesto europeo sempre più esigente. Secondo questa lettura, il percorso di avvicinamento all’Unione non può prescindere da un rafforzamento reale delle garanzie, della trasparenza e dell’efficienza della macchina giudiziaria.

Nel mirino finiscono soprattutto i ritardi accumulati nel tempo e le criticità strutturali che, se non affrontate, rischiano di pesare sulla credibilità internazionale del Paese. La richiesta è netta: prima dell’associazione, servono riforme sostanziali e non interventi solo formali o annunciati.

La questione tocca anche il rapporto tra sovranità nazionale e adeguamento agli standard europei. Da una parte c’è l’esigenza di preservare l’autonomia dell’ordinamento sammarinese, dall’altra la necessità di dimostrare che il sistema sia pienamente in grado di garantire una giustizia rapida, affidabile e indipendente.

Il dibattito si inserisce in una fase delicata, in cui il confronto sulle riforme della giustizia torna a intrecciarsi con il futuro europeo di San Marino. Per i critici, senza un salto di qualità prima dell’eventuale associazione, il rischio è quello di aprire una fase nuova su basi ancora fragili.

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