Repubblica Futura richiama l’urgenza di un dibattito vivo sulla libertà di stampa nelle democrazie mature, organizzando per il 3 maggio, Giornata mondiale del settore, un incontro con sindacati, Consulta per l’informazione, Autorità garante e associazioni di categoria.
Il partito contesta le norme attuali, ritenendole insufficienti a fronteggiare la deregulation diffusa, specie sul web dove regna l’anarchia. “Dieci anni or sono bastava dichiararsi giornalista per esserlo; oggi regole più severe proteggono i cittadini, ma a San Marino non bastano”, ha dichiarato il consigliere Enrico Carattoni.
Carattoni ha puntato il dito sui discorsi d’odio, tema attuale dopo gli episodi di gennaio: notizie su famiglie straniere accolte hanno scatenato catene di insulti e discriminazioni da parte di soggetti e testate rimaste impunite.
Le modifiche alla legge sull’editoria non regolano adeguatamente un mercato saturo di siti web inaffidabili e difficili da monitorare. Serve rafforzare Consulta e Autorità garante, che ha già invocato interventi sulle lacune del sistema.
Antonella Mularoni ha sottolineato l’importanza di allinearsi agli standard internazionali, come quelli della Corte europea dei diritti umani: i giornalisti sono “cani da guardia della democrazia” e devono poter operare liberamente a San Marino.


