A trent’anni dalla scomparsa di Federico Bigi, avvenuta nel 1996, San Marino rende omaggio a uno statista che ha plasmato la sua storia politica e istituzionale del Novecento. Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha diffuso un comunicato che ne celebra la statura, segnata da serietà, equilibrio e competenza, culminati in risultati storici.
Bigi, nel discorso del 10 dicembre 1960 in Consiglio Grande e Generale, affermò che la Repubblica non doveva difendere libertà e sovranità solo in modo simbolico, ma con forza concreta. Lo dimostrò superando le resistenze romane, che vedevano San Marino come un semplice comune autonomo, e facendone riconoscere lo status di Stato sovrano, un’impresa negata persino al Trentino-Alto Adige.
Ripristinando un rapporto di fiducia con l’Italia democristiana, il 10 settembre 1971 firmò a Roma con Aldo Moro, Ministro degli Esteri, un accordo che sancì la piena sovranità sammarinese. Moro lodò subito Bigi per intelligenza e tenacia, frutti che superavano le dimensioni della Repubblica.
Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini ne ha ricordato la lungimiranza nei rapporti internazionali e l’amore per la scuola, pilastro della crescita comunitaria. Bigi resta un gigante silenzioso, prova che anche i piccoli Stati generano grandi leader, elevando la nazione intera.


