Il consigliere Matteo Zeppa ha sollevato in Consiglio Grande e Generale gravi preoccupazioni sulla violenza di genere a San Marino, evidenziando un’inquietante lacuna nei meccanismi di tutela istituzionale. Nel corso dell’intervento ha ricordato episodi che rispecchiano una sottovalutazione culturale della violenza, incluso il comportamento di un capo di Stato che ha esposto le proprie parti intime a una donna, un gesto la cui gravità non viene attenuata dal ruolo ricoperto.
Il fulcro della denuncia riguarda un recente processo concluso con condanna a oltre due anni nei confronti di un imputato per violenza di genere nei confronti della compagna. In quella sede processuale si è registrata l’assenza dell’Avvocatura dello Stato, che avrebbe dovuto rappresentare l’Authority per le Pari Opportunità come parte civile. Un’omissione che Zeppa ha definito sciagurata, evidenziando una pericolosa distanza tra il monitoraggio formale del fenomeno e la tutela effettiva delle vittime.
I dati raccolti dall’Authority tra il 2022 e il 2025 presentano un quadro critico: 49 segnalazioni relative a 39 vittime seguite dal Centro Salute Mentale denunciano il problema della recidiva, con molte donne che subiscono violenze ripetute nel tempo. Tale fenomeno rivela l’insufficienza dei percorsi di protezione vigenti nell’interrompere il ciclo dell’abuso, segnalando la necessità di un rafforzamento strutturale della risposta istituzionale.


