La Repubblica di San Marino si dota finalmente di uno strumento legislativo che mancava da anni: il Daspo. Dopo l’approvazione in Consiglio, il sistema sportivo sammarinese entra in una nuova era di ordine pubblico, con il Comandante della Gendarmeria autorizzato a vietare l’accesso agli eventi a chi commette atti di violenza, minacce o condotte pericolose.
Il provvedimento rappresenta un cambio di paradigma per un piccolo Stato che ambisce a ospitare manifestazioni di respiro internazionale. I divieti potranno durare da uno a cinque anni, estendibili fino a otto in caso di recidiva, con sanzioni penali fino a tre anni di reclusione per chi viola l’ordinanza.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda l’unanimità con cui il Consiglio ha esteso la misura anche ai maltrattamenti contro gli animali, segnalando una concezione olistica della sicurezza civile. In Aula è emerso tuttavia un dibattito sugli eventi motoristici open, come il Rally Legend, dove l’efficacia deterrente del semplice divieto di accesso è stata messa in discussione da esponenti dell’opposizione.
Il Governo ha precisato che la legge non rappresenta una risposta episodica, bensì una fondamenta strutturale integrata da misure tecniche complementari: presidi, droni, gestione degli accessi e contenimento dei flussi. La Segreteria di Stato per lo Sport ha sottolineato come il Daspo costituisca la base legale di un piano d’azione più articolato, già in coordinamento con le forze dell’ordine e gli organizzatori.
L’introduzione di questa disciplina allinea San Marino ai parametri europei, fornendo alle autorità competenti strumenti rapidi ed efficaci per preservare la serenità delle manifestazioni sportive, separando nettamente la passione dei veri appassionati dai comportamenti illegali.


