La tensione permane sui negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, con i mediatori pakistani che attendono ancora la conferma ufficiale della delegazione di Teheran. Il ministro delle Telecomunicazioni Attaullah Tarar ha chiarito via X che non è arrivato il via libera definitivo, nonostante il presunto consenso della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Da Washington, la Cnn segnala che il vicepresidente JD Vance, a capo della delegazione americana, parteciperà oggi a riunioni alla Casa Bianca, posticipando la partenza prevista. L’incertezza avvolge il secondo round di colloqui, in programma l’ultimo giorno della tregua biennale annunciata l’8 aprile.
Il Pakistan spinge per un’estensione del cessate il fuoco: il ministro degli Esteri Ishaq Dar insiste che solo la diplomazia garantisce pace e stabilità regionale. Al contrario, Donald Trump esclude prolungamenti, affermando che “l’Iran non ha scelta se non un accordo”, altrimenti l’esercito riprenderà i bombardamenti.
In parallelo, il presidente ha esortato Teheran a liberare otto giovani donne condannate all’impiccagione, definendolo un “segnale di rispetto reciproco” per sbloccare i talks. Islamabad ha rafforzato la sicurezza nella Red Zone, ma Teheran respinge “negoziati sotto minaccia”.


