Caso Pedofilo: aula divisa sulla commissione d’inchiesta politica

San Marino RTV
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Nel pomeriggio i lavori della sessione consiliare di aprile sono ripresi con la seconda lettura del progetto di legge proposto dalle opposizioni per istituire una commissione d’inchiesta politica sul caso del cittadino sammarinese condannato in Italia nell’aprile 2025 a 4 anni e 4 mesi per violenza sessuale aggravata su minori, che ha proseguito l’attività negli asili nido pubblici fino all’arresto a Riccione a fine agosto.

La maggioranza ha bocciato i primi articoli del provvedimento, confermando la preferenza per una commissione tecnico-amministrativa, già al lavoro con relazioni dei commissari di maggioranza e una in preparazione da parte di quello di opposizione, ritenuta più efficace per chiarire i fatti e prevenire recidive.

Le opposizioni, in particolare Rf, Dml e Rete, hanno insistito per fare luce sull’operato del Congresso di Stato tra il 2 luglio 2024, quando il Segretario Canti segnalò la richiesta di estradizione, e l’arresto, interrogandosi su come il condannato abbia potuto mantenere il contatto con i minori nel settore pubblico.

Maggioranza e Governo hanno difeso la commissione amministrativa come percorso adeguato, seguito da dibattito in Aula, accusando l’opposizione di strumentalizzazione e procurato allarme, con toni via via più tesi e reciproche imputazioni di insabbiamento.

L’esame del progetto si è interrotto alle 17 per altri punti all’ordine del giorno, tra cui la legge sul Daspo, divieto di accesso alle manifestazioni sportive per soggetti violenti, proposta dalla Segreteria allo Sport dopo gli episodi del Rally Legend; l’opposizione si è astenuta in commissione, considerandola uno strumento utile ma non risolutivo.

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