San Marino. Demos, il campo progressista ha le carte in regola: usiamole!

GiornaleSM
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Negli ultimi mesi, alcune forze progressiste hanno mantenuto posizioni ferme su temi istituzionali e civili, un impegno non scontato in un contesto di forte pressione politica. Tuttavia, questo sforzo appare insufficiente per delineare una linea coerente.

Sulla Commissione di inchiesta, un tentativo di composizione paritaria per garantire imparzialità e rapidità è stato bloccato dalla maggioranza democristiana. Resta cruciale che i membri del CDA di Ente Cassa si dimettano: dopo il fallimento della prima vendita, non possono guidare la seconda, per ragioni etiche e di responsabilità. Il campo progressista deve unirsi su questo punto.

Sul caso CEDU, il silenzio è stato assordante. Il capogruppo DC ha insinuato in Consiglio l’esistenza di una figura sammarinese infiltrata a Strasburgo, eco rilanciato dalla stampa con domande retoriche che delegittimano sentenze collegiali per presunti fini politici interni. Si tratta di un attacco grave a un’istituzione garante dei diritti umani, che meritava una replica netta. Bene i consiglieri progressisti che hanno contraddetto pubblicamente queste allusioni.

Sul conflitto in Iran e le responsabilità americane, il campo progressista e il governo si sono limitati a un comunicato di sostegno al Papa, gesto doveroso ma inadeguato per chi rivendica valori di pace e diritto internazionale. Il PSD ha示ato di più con la proposta di Gerardo Giovagnoli al Progressive Forum di Barcellona, che posiziona San Marino come spazio di dialogo europeo. Demos la appoggia e invita all’adesione: la nostra vocazione per la pace deve tradursi in azioni concrete.

Sulla nomina di Andrea Zafferani all’Autorità Garante della Privacy, preoccupa l’assenza di voti progressisti, un errore strategico e un mancato rispetto politico. Sostenere competenze provate è presupposto di l

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