Nonostante uno scenario internazionale segnato da una profonda instabilità, il sistema energetico della Repubblica di San Marino appare oggi sotto controllo e privo di rischi immediati per la continuità delle forniture di gas ed elettricità.
Questo è il quadro delineato dall’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici al termine di un confronto tecnico con il Comitato di Controllo e Coordinamento, gli esperti di Key to Energy ed Ernst & Young e le Segreterie di Stato competenti.
Sebbene non siano previste interruzioni o limitazioni nei servizi, i mercati globali continuano a mostrare una forte volatilità alimentata dalle tensioni geopolitiche, spingendo l’AASS ad adottare una linea di massima prudenza nel monitoraggio degli approvvigionamenti.
Per far fronte a questa incertezza e offrire maggiore stabilità a cittadini e imprese, l’Azienda ha proposto all’Autorità di Regolazione il ripristino del sistema a prezzo fisso, precedentemente sospeso a causa delle turbolenze legate ai conflitti in Medio Oriente.
La nuova misura prevede la possibilità di bloccare la tariffa per dodici mesi, dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2027, con una finestra di adesione volontaria che resterà aperta fino alla fine del mese di aprile.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, il prezzo medio della tariffa fissa è stato stimato intorno a 0,19 euro al kilowattora, mantenendo però una struttura progressiva che premia i bassi consumi e penalizza gli sprechi per incentivare l’efficienza.
Il medesimo principio di progressività viene applicato in modo ancora più netto al settore business, dove il costo finale per le imprese sarà influenzato non solo dai volumi consumati, ma anche dal profilo di utilizzo e dalla potenza impegnata.
Sul fronte del gas naturale la situazione appare più complessa, con una tariffa media di circa 0,86 euro al metro cubo che può superare la soglia dell’euro per le fasce di consumo più elevate, riflettendo il peso delle quotazioni internazionali della materia prima.
Se da un lato il ritorno al prezzo fisso rappresenta una risposta concreta per proteggere l’utenza da eventuali picchi improvvisi, dall’altro restano determinanti gli investimenti strutturali, come quelli effettuati a Visano per il fotovoltaico, per garantire l’autonomia energetica.
La sfida si sposta ora sul piano della sostenibilità nel medio periodo, con l’interrogativo aperto su come il settore pubblico riuscirà a bilanciare i costi della transizione energetica con le capacità di spesa di famiglie e attività produttive.


