La Commissione consiliare ha approvato venerdì il progetto di legge sulla Pianificazione Territoriale Strategica con 9 voti favorevoli e 2 contrari, segnando un momento cruciale per il futuro urbanistico della Repubblica.
Il provvedimento, composto da 57 articoli e circa quaranta allegati, introduce un sistema di pianificazione gerarchico e coordinato pensato per affrontare questioni ambientali, sociali ed economiche attraverso strumenti come il Piano di tutela territoriale, i Piani tematici e i Programmi pluriennali di attuazione.
Tra i punti qualificanti figurano la nuova Funzione Abitativa Collettiva, destinata a favorire la realizzazione di studentati, co-housing e edilizia residenziale sociale, insieme alle zone a rigenerazione speciale concepite per risolvere situazioni urbanistiche critiche come quella dell’ex Symbol e dell’ex conceria di Acquaviva.
Le opposizioni hanno sollevato critiche significative, denunciando il rischio di speculazione edilizia mascherata e l’ampliamento della discrezionalità politica sul territorio. Particolarmente controversa la possibilità di costruire in zone a rischio idrogeologico affidandosi alla responsabilità tecnica di un professionista, ritenuta equivalente all’abrogazione del vincolo idrogeologico.
Il governo ha respinto queste preoccupazioni sottolineando che la nuova normativa introduce controlli tecnici rigorosi e una doppia verifica, anche da parte della Protezione civile, privilegiando il riuso degli edifici esistenti rispetto alla costruzione ex novo.
È stata accolta unanimemente una norma di salvaguardia proposta dalle opposizioni per impedire l’utilizzo delle varianti ai piani particolareggiati al fine di sanare abusi edilizi già realizzati.


