La guerra in Iran, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta colpendo duramente l’economia di San Marino attraverso rincari energetici e turistici.
I prezzi del petrolio hanno superato gli 82 dollari al barile, con rischi di ulteriori balzi fino a 120 dollari, spingendo benzina e gasolio alle stelle: aumenti cumulativi di 33 centesimi per la benzina e 58 per il gasolio in poche settimane.
A San Marino, come in Italia, il taglio di 20 centesimi sulle accise e gli sconti Smac mitigano solo parzialmente l’impatto, ma le bollette di gas ed elettricità rischiano impennate del 40-80%.
Il turismo sammarinese soffre per la ridotta capacità di spesa degli italiani e timori sulla sicurezza marittima, mentre i settori energivori come chimica e trasporti prevedono contrazioni del Pil nel 2026.
Esperti avvertono: un conflitto breve limita i danni, ma un prolungamento potrebbe innescare recessione regionale, con effetti a catena su voli, imprese e famiglie del Titano.


