La Festa della Repubblica richiama il referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero tra monarchia e repubblica e, per la prima volta, votarono anche le donne. Da quella consultazione nacque la Repubblica italiana, in un passaggio segnato da forte partecipazione e da contestazioni sulla regolarità del voto.
A distanza di decenni, il testo riflette sul senso storico e civile di quella scelta, contrapponendolo a forme di consenso e appartenenza del presente spesso vissute in modo irrazionale. L’autore si interroga su come nascano i poteri monarchici, mettendo in discussione l’idea stessa di superiorità ereditaria e ricordando che il suffragio universale del 1946 rappresentò anche una svolta di uguaglianza tra uomini e donne.
Il ragionamento si allarga poi a un confronto con la società di oggi, dove grandi masse dedicano tempo, denaro e passione a spettacoli e sport fino a trasformare lo svago in un valore dominante. In questa lettura, il 2 giugno non segna soltanto la nascita della Repubblica, ma anche l’affermazione di una maturazione democratica e civile che resta un riferimento ancora attuale.


