San Marino – La denatalità non si contrasta solo con aiuti economici, ma con un sistema di servizi, una politica abitativa adeguata e un sostegno concreto alle famiglie. È la posizione rilanciata dall’Unione Sammarinese dei Lavoratori, che ha portato come esempio la storia di Salvatore Licchetta e di sua moglie Nausicaa Della Balda, genitori di sei figli minorenni.
Nel comunicato, il sindacato ha raccolto la loro esperienza per mettere in luce le difficoltà quotidiane che pesano sui nuclei numerosi e per indicare possibili interventi capaci di frenare il calo delle nascite. Pur riconoscendo che la Repubblica offre un contesto favorevole ai bambini e servizi apprezzati, come il sostegno scolastico gratuito, Licchetta sottolinea che l’aumento del costo della vita sta rendendo sempre più difficile gestire una famiglia numerosa.
«Quasi tutto il mio stipendio viene speso in alimenti e oggi è impossibile arrivare alla fine del mese», racconta, ricordando anche l’incidenza delle bollette e delle attività sportive, diventate più costose.
Tra i nodi principali c’è quello della casa. Licchetta riferisce di aver presentato domanda per un alloggio popolare, ma osserva che molte soluzioni disponibili non sono adatte a famiglie con più figli. Da qui la richiesta di abitazioni più ampie e pensate per chi ha esigenze di spazio maggiori.
Per l’USL, questa testimonianza conferma la necessità di misure strutturali per la natalità, con un rafforzamento dei servizi alle famiglie e degli strumenti introdotti dalla Legge n. 129 del 2022, considerata un passo avanti ma ancora da correggere in alcuni aspetti.
Il tema sarà al centro dell’incontro pubblico “Denatalità e Benessere degli anziani”, in programma il 18 giugno alle 10 nella Sala Joe Cassar. Interverranno il segretario generale dell’USL Francesca Busignani, il segretario di Stato Stefano Canti, la senatrice Domenica Spinelli, il rettore dell’Università di San Marino Corrado Petrocelli e il consigliere di Domani Motus Liberi Fabio Righi.


