Giorgio Gallavotti, storico gestore del Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna, nutre un sogno ambizioso: ricevere l’Arcangelo d’oro, il prestigioso riconoscimento della città.
A 89 anni compiuti a dicembre, Gallavotti ha trasformato l’eredità familiare in un tesoro unico, nato dalla storica merceria dei Gallavotti attiva dagli anni Venti.
Nel 2002, dopo la chiusura del negozio, ha aperto al pubblico i magazzini colmi di bottoni, dando vita a una collezione di oltre 9.000 pezzi che narrano un secolo di storia.
Esposti in teche tematiche e cornici, gli esemplari spaziano dal fine Ottocento al Novecento, inclusi bottoni militari di eserciti italiani, nazisti e americani.
Tra i più preziosi, spiccano quelli giapponesi SaT Suma dei primi del ‘900, decorati a mano con oro zecchino, accanto a raffigurazioni di favole, invenzioni e celebrità.
Gallavotti, fondatore dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei, vede nel bottone non solo un oggetto funzionale, ma un simbolo di emozioni, identità e memoria collettiva.
Il museo, gratuito e accessibile, attira studiosi e curiosi da tutto il mondo, con orari estivi e invernali dedicati a sabati, festivi e serate tematiche.


