Tre interventi dopo estrazione dente del giudizio. Risarcimento da 214.000 euro

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L’estrazione di un dente del giudizio in uno studio dentistico riminese si è trasformata in un caso di presunta malasanità finito davanti al Tribunale di Forlì, che nei giorni scorsi ha condannato il professionista a un risarcimento di 214mila euro.

La vicenda risale al 2018 e riguarda una ragazza che allora aveva 18 anni e viveva nel Rubicone. Si era rivolta al dentista per un forte dolore al dente del giudizio; dopo una panoramica e vista la persistenza dei sintomi, il medico aveva deciso di procedere con l’estrazione.

Il giorno successivo, però, la giovane aveva accusato ancora dolore e febbre alta. Le era stato prescritto un antibiotico, ma la terapia non aveva dato risultati e la situazione era peggiorata. Dopo il passaggio al Pronto soccorso di Santarcangelo e poi all’Infermi di Rimini, era stata trasferita al reparto di Chirurgia maxillo facciale del Bufalini di Cesena, dove erano emerse condizioni tali da rendere necessario un intervento chirurgico.

A distanza di circa due settimane dall’estrazione, la ragazza era stata operata e nei giorni successivi aveva dovuto affrontare altri due interventi per fermare ulteriori infezioni. I consulenti hanno ritenuto corretta la diagnosi e adeguata la scelta terapeutica, ma hanno individuato profili di negligenza legati soprattutto alla mancata profilassi antibiotica, nonostante il rischio infettivo fosse considerato aumentato.

Le conseguenze non sono state lievi: ricovero prolungato, infezioni gravi, problemi alla funzionalità renale e cicatrici evidenti sul collo, una delle quali lunga oltre 27 centimetri. Anche dopo le dimissioni, la giovane ha continuato a lamentare disturbi, fino alla decisione del tribunale di riconoscerle il risarcimento.

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