A 46 anni dall’attentato che causò 85 vittime e 200 feriti, Bologna ha rinnovato il suo impegno per la memoria. Tra le fila del corteo ufficiale, presente anche una delegazione del comune di Rimini, guidata dall’assessora Valentina Ridolfi, che ha sfilato con il gonfalone cittadino per onorare la memoria di Flavia Casadei e di tutti i caduti. Il clima in piazza è stato segnato dalla ferma richiesta di verità, contrapposta ai tentativi di revisionismo denunciati dal presidente dell’associazione dei familiari, Paolo Lambertini.
Lambertini ha puntato il dito contro le campagne mediatiche e politiche che tentano di normalizzare le figure degli stragisti, citando esplicitamente il caso di Gilberto Cavallini e le iniziative di sostegno al suo regime carcerario: “Nonostante gli esiti giudiziari, assistiamo a continui tentativi di revisionismo e di disinformazione”, ha tuonato dal palco di piazza Medaglia d’Oro. Oltre alla battaglia storica, resta aperta la questione dei risarcimenti, con l’associazione che chiede a gran voce la piena applicazione della Legge 206.
Dal canto suo, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha assicurato l’impegno del Governo verso le istanze delle famiglie, sottolineando che “la politica su temi come la ricerca della verità non si deve dividere”. Parole che si intrecciano con il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha ribadito che “fare giustizia è vittoria della democrazia”, elogiando il lavoro dei magistrati contro ogni tentativo di depistaggio. Infine, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha voluto ringraziare i familiari per il loro coraggio, ricordando come le sentenze, contenute in 1.700 pagine, rappresentino una verità storica che la città non intende lasciar offuscare.


