Il tribunale di Rimini ha pronunciato l’assoluzione con formula piena per un noto imprenditore della sicurezza locale, un 54enne finito a processo con l’accusa di aver spiato un alto ufficiale della Guardia di Finanza, già attivo in incarichi istituzionali presso la Repubblica di San Marino.
La vicenda ebbe inizio nel settembre 2021, quando il militare, sospettando di essere monitorato, chiese proprio al 54enne di bonificare il proprio veicolo. Durante il controllo emersero un Gps e una microspia. Il cuore del conflitto giudiziario risiedeva nella provenienza di una scheda Sim trovata all’interno del dispositivo: per il generale era la prova della colpevolezza dell’amico, mentre l’imputato ha sempre sostenuto di averla inserita solo per testare l’effettiva efficienza dell’apparecchiatura.
Il giudice ha scagionato il 54enne dall’accusa di interferenze illecite nella vita privata, stabilendo che il fatto non sussiste, mentre per l’ipotesi di reato legata all’esercizio abusivo della professione di investigatore è scattata la prescrizione. Resta tuttavia una condanna a 3 mesi di reclusione, con pena sospesa, per il reato di ricettazione: sanzione che colpisce sia il 54enne che il titolare di un negozio di telefonia locale, difeso dall’avvocato Luigi Patimo.
L’indagine ha infatti svelato un giro di schede Sim intestate fittiziamente a soggetti terzi, tra cui anziani o persone decedute, utilizzate per rendere l’identità di chi le maneggiava non rintracciabile. Il 54enne, difeso dall’avvocato Piergiorgio Tiraferri, vede così chiudersi il primo grado di giudizio con l’esclusione definitiva del reato più grave che gli veniva contestato.


