Scuole sempre più vuote: la denatalità ridisegna San Marino

GiornaleSM
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Una bozza di delibera del Congresso di Stato, ancora non confermata ufficialmente, fotografa con chiarezza l’effetto della denatalità sul sistema scolastico sammarinese. Per l’anno scolastico 2026-2027 il Governo valuterebbe infatti deroghe ai limiti minimi di iscritti per alcune classi della scuola elementare, soprattutto nei plessi dei Castelli più piccoli.

Il caso più evidente sarebbe quello di Chiesanuova, dove una futura prima elementare conterebbe solo 7 alunni. Nello stesso plesso si arriverebbe anche a classi con 6, 9 e perfino 5 studenti. A Montegiardino una prima partirebbe con 12 iscritti e una seconda con 10, mentre a Faetano una quinta classe si fermerebbe a 10 alunni.

Numeri che confermano una tendenza già segnalata nei mesi scorsi dal Dipartimento Istruzione, con proiezioni in forte calo per gli iscritti della scuola elementare. Le stime richiamate dalla Segreteria all’Istruzione indicano infatti un possibile passaggio da circa 1.333 alunni a poco più di 1.000 nel giro di pochi anni.

Il tema tocca direttamente anche il futuro dei plessi periferici. In Commissione Consiliare si è già discusso della necessità di rivedere gradualmente la rete scolastica, cercando però di mantenere una presenza educativa nei Castelli più piccoli.

La questione non è solo organizzativa. Per molte comunità la scuola resta un presidio sociale essenziale, un punto di aggregazione capace di tenere vivo il territorio. Per questo cittadini, famiglie e rappresentanti locali hanno espresso preoccupazione per eventuali chiusure o accorpamenti, rivendicando il valore della scuola oltre i soli parametri numerici.

Sul fondo resta però il dato più ampio della denatalità, che investe non soltanto l’istruzione ma anche lavoro, welfare, pensioni e tenuta complessiva del Paese. Alcune stime diffuse negli ultimi mesi ipotizzano un numero di nuove nascite sotto quota cento già nei prossimi anni.

Se confermata, la delibera non sarebbe quindi solo un atto amministrativo, ma il segnale di un cambiamento già in corso nella struttura dei servizi pubblici e nella geografia sociale della Repubblica. La Segreteria all’Istruzione sta lavorando per trovare un equilibrio tra sostenibilità organizzativa e tutela delle scuole di comunità.

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