A San Marino prosegue il dibattito sulla riforma della pianificazione territoriale, con la maggioranza che mantiene la rotta sul piano strategico mentre l’opposizione critica duramente le scelte del governo.
Il punto di scontro principale riguarda la gestione delle proprietà private. La maggioranza, secondo quanto emerge dai risultati di ricerca, intende procedere con gli strumenti di pianificazione strategica per modernizzare l’approccio urbanistico della Repubblica, mentre l’opposizione denuncia un “pasticcio tecnico” nelle modalità di attuazione.
Le critiche si concentrano sulla possibile confisca di proprietà private rimaste inattive per oltre cinque anni, una misura che il Movimento Rete ha contestato paragonando la proposta a normative di stampo autoritario.
Gli esperti del settore, come Giuseppe Bernardini, continuano a mettere in discussione l’utilità della pianificazione strategica per un territorio piccolo come San Marino, suggerendo invece un semplice aggiornamento del P.R.G. tradizionale con regole certe e trasparenti.
La tensione politica riflette una più ampia difficoltà nel trovare consensus su come modernizzare gli strumenti di governo del territorio senza compromettere la certezza giuridica né i diritti di proprietà privata.


