Emilio Della Balda torna a denunciare con forza lo scandalo legato alla tentata svendita della Banca di San Marino, un’operazione che ha minato l’integrità della Repubblica.
Nonostante la secretazione dei nomi coinvolti, l’ex politico evidenzia come la sua opposizione alla cessione di una banca mutualistica storica fosse motivata da rischi evidenti.
L’acquisto affaristico, sostenuto da politici e faccendieri, rischiava di esporre il Paese a truffe, riciclaggio e capitali illeciti, soprattutto in fase di negoziati per l’associazione all’Unione Europea.
Il muro di silenzio del governo ha ceduto solo grazie all’intervento di Banca Centrale, AIF e Tribunale, rivelando un complotto che ha causato danni economici e reputazionali gravissimi.
Della Balda insiste sulla necessità di isolare i responsabili, pubblicare i nominativi e imporre controlli rigorosi per prevenire scandali devastanti.
Tutelare l’interesse pubblico resta un imperativo assoluto, in ogni circostanza.


