In campagna elettorale Libera prometteva un nuovo PRG, ma oggi, con la delega in mano, punta su una Pianificazione Strategica firmata Matteo Ciacci che lascia spazio a discrezionalità e potenziali speculazioni.
L’attuale gestione appare come un compromesso al ribasso per assecondare gli interessi democristiani, ignorando come il territorio sia stato storicamente vittima di clientelismi e vantaggi per pochi a spese di tutti.
Da un partito di sinistra ci si aspettava una rottura netta con il passato, invece il testo emerso in Commissione non limita affatto il potere della politica sulla gestione delle aree.
Destano scandalo le norme che permettono di costruire persino in zone a dissesto idrogeologico, smentendo clamorosamente le battaglie ambientaliste portate avanti da Libera solo pochi anni fa.
Anche la “funzione H” per studentati e co-housing, priva di vincoli severi, rischia di trasformarsi in un’opportunità speculativa, tanto che il Segretario Ciacci ha dovuto accettare i correttivi dell’opposizione.
L’approssimazione con cui sono stati presentati i provvedimenti suggerisce una scarsa attenzione ai contenuti tecnici da parte della Segreteria e della maggioranza che la sostiene.
RETE aveva chiesto vincoli di inalienabilità e destinazione d’uso per 50 anni; il compromesso raggiunto a 20 anni dimostra che i timori di una svendita del territorio erano del tutto fondati.
Il territorio non può essere merce di scambio: certe pratiche affaristiche non appartengono alla sinistra e tradiscono la promessa di un reale cambiamento dopo decenni di malversazioni.


