Il Congresso di Stato e l’Eccellentissima Camera si sono costituiti parte civile nell’affare bulgaro, legato alla fallita acquisizione della Banca di San Marino da parte della holding Starcom.
La mossa mira a tutelare le istituzioni sammarinesi da tentativi di delegittimazione e ostacoli all’accordo di associazione con l’Unione Europea.
Banca Centrale e Banca di San Marino smentiscono le accuse di favoritismi, precisando che le criticità reputazionali emersero già nell’estate 2025.
Nessun contratto con Ibc da 500mila euro risulta agli atti, e non vi sono problemi di liquidità per l’istituto.
Repubblica Futura denuncia segreti e illazioni, chiedendo chiarimenti su chi introdusse gli investitori bulgari e accesso paritario alle informazioni.
Movimento Rete definisce la vicenda un caso di Stato, con arresti misteriosi che inquietano l’opinione pubblica, e sollecita una commissione d’inchiesta immediata.
Il Governo assicura di usare ogni mezzo per difendere la credibilità del Paese, senza temere intoppi nel percorso europeo.


