San Marino si prepara ad accogliere trenta profughi palestinesi attraverso un decreto legge approvato dal Consiglio Grande e Generale con 44 voti favorevoli su 44. La misura, entrata in vigore il 18 dicembre 2025, introduce un permesso di soggiorno provvisorio della durata di un anno, rinnovabile, che garantisce ai beneficiari accesso a sanità, istruzione, attività culturali e sportive, oltre alla possibilità di lavorare secondo le normative vigenti.
Il governo sammarinese ha sottolineato la coerenza dell’intervento con la tradizione storica della Repubblica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, San Marino accolse oltre 100mila rifugiati, cifra che superava di gran lunga la popolazione residente dell’epoca. Più recentemente, il paese ha ospitato circa 400 ucraini in fuga dalla guerra.
Per favorire l’accoglienza, il provvedimento prevede agevolazioni fiscali per i privati che offrono ospitalità e la sospensione dei costi dei servizi pubblici. I profughi riceveranno un sostegno economico diretto tramite la Smac Card. L’alloggio deve essere messo a disposizione da un residente sammarinese.
Il dibattito pubblico ha registrato posizioni contrastanti. Mentre le forze di maggioranza e il collettivo “San Marino per la Palestina” hanno definito il decreto un gesto di civiltà necessario di fronte alla catastrofe umanitaria in corso, alcuni critici hanno sollevato questioni relative all’integrazione, alle risorse economiche destinate al welfare e alla pressione sul mercato immobiliare locale. Le preoccupazioni riguardano anche la sostenibilità gestionale in una comunità di sole 34mila abitanti.


