San Marino – Processo 500, appello ingarbugliato tra richieste di prescrizione e contraddizioni

Libertas
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L’8 luglio 2024, il Commissario della legge Vico Valentini ha pronunciato la sentenza di primo grado nel celeberrimo “processo 500”, noto anche come “Caso Titoli”, che ha uscito con otto condanne e quattro proscioglimenti. L’inchiesta, articolata su tre filoni distinti, ha riguardato l’operazione di titoli Demeter, il mancato rimborso del prestito Leighton-Carisp e la liquidazione illegittima di Asset Banca, accompagnata al forzoso assorbimento in Cassa di Risparmio. Le parti civili – Banca Centrale e Cassa di Risparmio – e il Procuratore del fisco devono rivedere la richiesta di conferma delle condanne alla Corte d’Appello.

La sentenza, che ha condannato il massimo esponente di Banca Centrale, Lorenzo Savorelli, a sette anni di prigionia, ha coinvolto anche altri importanti figure del settore bancario come il finanziere Francesco Confuorti (sei anni), Daniele Guidi (quattro anni), Ugo Granata (quattro anni e sei mesi) e Roberto Moretti (quattro anni). Le difese degli imputati hanno contestato pesantemente la decisione, evidenziando fondamentali vizi di nullità, gravi contraddizioni nelle deposizioni dei testimoni – rese in diversi procedimenti vertenti sui medesimi fatti – e l’estinzione del reato per prescrizione.

Il processo di appello, tornato in aula recentemente davanti al giudice delle appellazioni Renato Bricchetti, si è caratterizzato per una caotica sovrapposizione di numerosi procedimenti, come quello sull’associazione a delinquere, che ha generato discrepanze nelle testimonianze dei medesimi persone. In un’audizione cruciale, un testimone ha fornito dichiarazioni difformi, e talora contrarie, rispetto a quelle già rese nel processo 500, creando un punto di non ritorno per le accuse. Il giudice Bricchetti dovrà ora sciogliere anche il nodo della prescrizione, che le difese sostengono essersi maturata per quasi tutti i reati contestati, includendo tra i principali reati di amministrazione infedele, malversazione, truffa, abuso di autorità e bancarotta.

Il tribunale ha anche disposto la confisca di beni e risorse sequestrati ad Advantage Financial e ad altri esponenti della sfera Confuorti-Siotto, oltre a stabilire una provvisionale di 2 milioni di euro per i danni causati a Banca Centrale e Cassa di Risparmio. La sentenza di appello, che si è riservata di decidere su tutti i punti sollevati, è attesa come un passo decisivo per la giustizia nel caso bancario-finanziario più rilevante di San Marino.

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