La Commissione consiliare ha approvato venerdì il progetto di legge sulla Pianificazione Territoriale Strategica con 9 voti favorevoli e 2 contrari, segnando un passaggio cruciale per una riforma urbanistica attesa da oltre tre decenni. Il provvedimento ridisegna completamente la gestione del territorio sammarinese, superando il piano regolatore del 1992 con un modello orientato alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana piuttosto che all’espansione indiscriminata.
La maggioranza sottolinea come la nuova normativa introduca strumenti innovativi per affrontare l’emergenza abitativa attraverso co-housing, studentati e comunità abitative, rispondendo così alle necessità di giovani e studenti. Centrale risulta il rafforzamento del ruolo pubblico: lo Stato definisce indirizzi e priorità mentre il privato opera in un quadro trasparente e meno discrezionale, promuovendo una collaborazione virtuosa fra settori.
I piani di salvaguardia e valorizzazione del territorio garantiranno attenzione agli equilibri ambientali, alla sicurezza idrogeologica e al patrimonio paesaggistico, preservando le aree agricole e gli invarianti territoriali. La legge introduce inoltre un Osservatorio permanente per monitorare l’impatto della nuova normativa e maggior coinvolgimento del Consiglio Grande e Generale.
L’opposizione ha contestato duramente il provvedimento, definendolo poco innovativo e una semplice “cristallizzazione” della situazione esistente. Critiche si sono concentrate sui rischi di speculazioni su proprietà private, sulla mancanza di chiarezza procedurale e sui poteri eccessivi attribuiti alla Segreteria di Stato. Tuttavia, alcuni emendamenti condivisi sono stati approvati all’unanimità, come la norma anti-abusi edilizi.
L’iter legislativo proseguirà ora con la seconda lettura in Consiglio.


