San Marino. Cosa cambia nel Consiglio. La riforma del regolamento (Serenissima Sera)

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Depositato il 5 giugno il progetto di legge che riscrive la Legge Qualificata n. 3/2018 e ridisegna il funzionamento del regolamento consiliare. Il testo sposta il baricentro del lavoro legislativo dall’Aula alle Commissioni, con tempi contingentati e un ruolo più limitato per il Consiglio Grande e Generale.

La proposta modifica diversi articoli della legge vigente e introduce nuove disposizioni, con la firma di PSD, PDCS, AR, Libera e di un consigliere indipendente. La maggioranza la presenta come una misura di efficienza e di snellimento dell’iter parlamentare, inserita anche nel Programma di Governo della XXXI Legislatura.

Nel merito, la riforma prevede che siano le Commissioni consiliari permanenti a esaminare, discutere e approvare in via definitiva i singoli articoli e gli emendamenti. All’Aula resterebbero il dibattito generale e il voto finale sul testo complessivo, senza l’esame puntuale dell’articolato.

Il punto più delicato riguarda le soglie di voto. La Reggenza indicherebbe la Commissione competente per la sede redigente e il Consiglio potrebbe modificarne l’assetto a maggioranza semplice, mentre il ritorno del testo in Aula in sede referente richiederebbe i due terzi. Per l’opposizione, che non dispone di quella maggioranza, si tratta di un passaggio che rischia di comprimere le prerogative della minoranza.

La maggioranza difende l’impianto come risposta ai tempi troppo lunghi e alla crescente tecnicità del procedimento legislativo. Dall’altra parte, le critiche si concentrano sul ridimensionamento del ruolo dell’Aula e sul rafforzamento delle Commissioni, considerate troppo centrali rispetto all’equilibrio istituzionale attuale.

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