San Marino – “Conto Mazzini”, la Terza Istanza conferma le confische per 9 milioni

Libertas
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La magistratura sammarinese chiude un nuovo capitolo della vicenda del “Conto Mazzini” confermando l’illiceità dei beni sequestrati. Il Giudice di terza istanza ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dagli ex Segretari di Stato contro le confische, ribadendo un principio giuridico fondamentale: la confisca diretta di beni di provenienza criminale non costituisce una sanzione penale, bensì una misura ripristinatoria dell’ordine economico violato.

La decisione depositata a marzo scorso rappresenta un consolidamento della giurisprudenza sammarinese sui beni derivanti da attività illecite. Il Giudice Fumu ha rigettato le eccezioni delle difese, che sostenevano l’illegittimità delle confische in assenza di condanne penali per i reati estinti da prescrizione. La magistratura, invece, ha confermato l’applicabilità della misura sulla base del principio internazionale secondo cui “il crimine non può pagare”, un orientamento riconosciuto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

I beni oggetto di confisca diretta mantengono quindi il loro status di proventi illeciti e restano sottoposti al vincolo della Repubblica. La procedura civile, gestita dall’Avvocatura dello Stato per il risarcimento dei danni riconosciuti nella sentenza penale, continua in parallelo nella sua fase di quantificazione del danno e recupero del patrimonio illecitamente acquisito.

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