Il Consiglio Grande e Generale di San Marino ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Congresso di Stato a intraprendere ogni azione utile per il recupero dei danni derivanti dal caso Varano. L’inchiesta, condotta dalla Procura di Forlì per oltre diciassette anni, si è conclusa il 18 marzo 2025 con l’archiviazione definitiva.
Secondo il Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti, il danno diretto quantificato per Cassa di Risparmio ammonta ad almeno 880 milioni di euro. Altre valutazioni portano il danno complessivo a cifre superiori, tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, considerando anche il danno reputazionale subito dall’istituto di credito e dallo Stato stesso.
Tra gli importi da recuperare figurano la sanzione di 61 milioni irrogata dall’Agenzia delle Entrate a Cassa di Risparmio e circa 300 milioni di crediti di imposta. L’ordine del giorno, frutto di un accordo trasversale tra maggioranza e opposizione, prevede inoltre che il Governo riferisca al Consiglio entro maggio 2026 sugli sviluppi della vicenda e che il Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio attivi ogni azione possibile per il risarcimento dei danni e il recupero degli asset economici disponibili.
La risoluzione è stata accolta come una risposta unitaria a quello che diversi consiglieri hanno definito uno dei colpi più gravi infferti alla Repubblica, sottolineando come l’archiviazione della Procura di Forlì confermi l’infondatezza delle accuse originarie e posizioni San Marino in una condizione più favorevole per il recupero delle somme dovute.


