I risultati delle indagini sulla tentata scalata a Banca di San Marino continuano a occupare il dibattito politico sammarinese, con il Consiglio Grande e Generale che si concentra sul cosiddetto “piano parallelo” e sulla necessità di istituire una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sulla vicenda.
La magistratura sammarinese ha desecretato oltre 3.000 documenti relativi all’inchiesta, rivelando un quadro complesso che va oltre le mere irregolarità finanziarie. Le indagini ipotizzano un disegno più ampio volto a delegittimare San Marino a livello internazionale e a ostacolare il percorso di associazione con l’Unione Europea.
Nel primo filone investigativo emergono accuse di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, con indagati tra cui Andrea Del Vecchio, la moglie Marina Manduchi e il magnate bulgaro Assen Christov. Gli inquirenti hanno ricostruito la presunta trama criminale attraverso intercettazioni telefoniche e captazioni ambientali, evidenziando volontà di esercitare pressioni per ottenere l’archiviazione dell’indagine.
La Maggioranza consiliare ribadisce la necessità di tutelare le istituzioni e garantire piena chiarezza nel rispetto dell’indagine giudiziaria in corso. Pur dichiarandosi favorevole alla creazione della commissione d’inchiesta, sottolinea l’importanza di evitare interferenze con le indagini penali, scongiurando sovrapposizioni nell’acquisizione di atti e testimonianze.


