Rete Ferroviaria Italiana torna a insistere con forza sulla commissione d’inchiesta per chiarire l’affare bulgaro a San Marino.
La società chiede di fare piena luce sul presunto “verminaio” di irregolarità emerse nelle trattative, con accuse di opacità e possibili infiltrazioni.
RFI, già parte lesa, sollecita audizioni urgenti per ricostruire i fatti, mentre la politica sammarinese dibatte tra maggioranza e opposizioni.
La maggioranza, con figure come Gian Nicola Berti, spinge per un approccio super partes, evitando intralci alla giustizia ma puntando a verificare responsabilità amministrative entro gennaio 2027.
Intanto, echi di vecchie vicende con l’Italia, come dossier antimafia e casi Vannucci, alimentano il clima di sospetto.


