Nell’affare bulgaro che coinvolge la Banca di San Marino, emergono dettagli sull’inchiesta partita da una segnalazione dell’AIF a luglio 2025 per un versamento anomalo di 500mila euro, mascherato da consulenza e versato in tre tranche ad Andrea Delvecchio per favorire la cessione del 51% delle azioni BSM al gruppo Starcom del bulgaro Assen Christov.
Le indagini, complesse e condotte in pool dal dirigente Giovanni Canzio con i commissari Santoni e Battaglino da ottobre 2025, portarono al primo arresto lo stesso giorno della comunicazione giudiziaria, che iscrisse nel registro Delvecchio, Marina e Alessandro Manduchi Delvecchio, Christov, più IBC srl e San Marino Group.
Parte di quei fondi servì per comprare una casa e una moto, mentre trattative per vendere quote BSM risalgono al 2023, con BCSM informata dal marzo 2024 e il Comitato Credito e Risparmio aggiornato sulle offerte bulgare di inizio 2025.
Lo Stato si è costituito parte civile, respingendo tentativi di delegittimare le istituzioni e legare la vicenda all’accordo UE, ostacolato proprio dalla Bulgaria per dubbi su trasparenza bancaria.
BCSM smentisce favoritismi e nega problemi di liquidità a BSM, mentre l’opposizione Rete chiede una commissione d’inchiesta urgente, negata dalla maggioranza.


