Rimini. L’inflazione a febbraio rialza la testa: rischio concreto di accelerazione fino al 3%

GiornaleSM
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L’inflazione accelera inaspettatamente a febbraio con un rialzo dello 0,8% su base mensile, il doppio rispetto a gennaio. Il dato riaccende le preoccupazioni per le famiglie e le imprese del territorio riminese, già in una fase economica delicata.

Confesercenti lancia l’allarme sui rischi legati alle tensioni internazionali in Medio Oriente, che potrebbero innescare un nuovo shock energetico con effetti significativi anche nel corso dell’anno. L’inflazione di fondo risale al 2,4% dall’1,7% precedente, mentre il “carrello della spesa” passa dall’1,9% al 2,2%.

Le pressioni inflazionistiche incidono direttamente sulla capacità di spesa delle famiglie, rischiando di frenare ulteriormente la domanda interna e vanificare il lento recupero dei consumi. Il commercio di vicinato e le imprese turistiche temono nuove difficoltà nel prossimo futuro.

Secondo gli scenari elaborati dagli analisti, nello scenario “soft” con rientro delle tensioni energetiche entro marzo, i prezzi all’importazione dell’energia aumenterebbero del 17% nel 2026 e l’inflazione salirebbe al 2,4%. I consumi scenderebbero di tre decimi, con una perdita di 3,2 miliardi in volume nonostante un aumento nominale di 2,3 miliardi legato alla spesa obbligata.

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