L’A.F.I.S. chiede al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, di farsi promotore di un incontro istituzionale sulle criticità ancora aperte che riguardano i lavoratori frontalieri e, in particolare, i pensionati ex frontalieri con la Repubblica di San Marino.
In una lettera inviata al governatore, l’Associazione Frontalieri Italia San Marino esprime preoccupazione per la mancanza di interventi concreti a distanza di mesi dalla firma dell’accordo di collaborazione tra San Marino e Regione Emilia-Romagna. Nel documento si segnala che restano irrisolte diverse problematiche applicative legate alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino, ratificata nel 2013.
Il nodo principale, secondo l’A.F.I.S., riguarda l’interpretazione non uniforme della definizione di “pensioni di sicurezza sociale”, che continua a generare incertezza, contenziosi e, in alcuni casi, un forte aggravio fiscale per molti ex frontalieri. L’associazione chiede quindi un chiarimento ufficiale e condiviso, capace di garantire uniformità di trattamento e certezza del diritto.
Nella lettera si sollecita un intervento della Regione, in raccordo con il Governo e con i ministeri competenti, per chiarire l’applicazione dell’articolo 18 della Convenzione del 2013, evitare ulteriori casi di doppia imposizione sui redditi da pensione, favorire indirizzi applicativi omogenei da parte dell’Amministrazione finanziaria e prevenire nuovo contenzioso.
L’A.F.I.S. ricorda inoltre il peso sociale ed economico del frontalierato per il territorio emiliano-romagnolo e chiede a de Pascale di farsi promotore, anche insieme ad altri rappresentanti istituzionali, di una richiesta di incontro urgente con i ministri italiani.
L’associazione si dice disponibile a fornire ulteriore documentazione e a partecipare a un eventuale tavolo di confronto. La lettera è firmata dal presidente Massimo Ceccaroli.


