Il dibattito in Commissione Sanità sull’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) rivela dinamiche consolidate, con soluzioni concrete che si arenano sistematicamente.
Il nuovo atto organizzativo non avanza, la libera professione intramoenia resta un miraggio, mentre liste d’attesa e carenze nella medicina di base persistono.
Professionisti qualificati operano quotidianamente con impegno, ma il nodo cruciale risiede in logiche politiche che privilegiano fortini di potere a scapito dei cittadini.
Dal 2023 al 2026, il contributo statale è salito da 85 a 105 milioni, un incremento del 20%, senza però tradursi in miglioramenti tangibili delle prestazioni.
Liberare l’ISS da queste interferenze appare essenziale per garantire efficienza e benessere collettivo.


