Domani e lunedì gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, che non richiede quorum per essere valido. Il quesito riguarda la riforma dell’ordinamento giurisdizionale con l’istituzione della Corte disciplinare.
I sostenitori del Sì promuovono la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri come garanzia di imparzialità della magistratura. La riforma prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare autonoma. Il centro-destra sostiene compattamente l’approvazione, mentre anche Azione si è schierata favorevolmente.
Gli oppositori del No evidenziano i rischi di indebolimento dell’unità della magistratura e dell’indipendenza giudiziaria dal potere esecutivo. Partiti del centro-sinistra come Pd, Avs e M5S hanno scelto di respingere la riforma, ritenendo che l’attuale assetto costituzionale garantisca maggiori tutele. Italia Viva ha optato per la libertà di voto.
Secondo i sondaggi demoscopici, l’esito rimane incerto e dipenderà dall’affluenza alle urne. Con una partecipazione intorno al 42%, il No avrebbe un leggero vantaggio con il 52,4% contro il 47,6% del Sì. Una partecipazione più elevata attorno al 49% potrebbe determinare un risultato molto equilibrato.


