Omicidio Paganelli, è il giorno del verdetto. Le repliche, poi la sentenza

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È il giorno del verdetto per Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. La Corte d’Assise di Rimini si è ritirata in camera di consiglio dopo le repliche finali di accusa e difesa.

In aula il pubblico ministero Daniele Paci ha ribadito la propria ricostruzione, insistendo su elementi come gli spostamenti dell’auto di Loris Bianchi, la cancellazione delle chat da parte di Dassilva, le intercettazioni in questura e il presunto timore dell’imputato quando gli è stato chiesto il Dna.

La procura ha sostenuto che Manuela Bianchi avrebbe cancellato i messaggi per nascondere qualcosa, mentre per Dassilva non è stato recuperato nulla perché le conversazioni sarebbero state già eliminate in precedenza. Paci ha poi richiamato le intercettazioni di Giorgia Bianchi, ritenute compatibili con i dubbi già maturati nei confronti dell’amante della madre.

Sul fronte difensivo, gli avvocati hanno contestato la mancata esecuzione di alcuni accertamenti tecnici, in particolare sulle possibili tracce ematiche in casa di Manuela Bianchi e di Duilio Bianchi. La difesa ha anche richiamato i dati dell’app Health del cellulare di Dassilva, sostenendo che la sera del 3 ottobre non risultino passi registrati e che l’imputato sarebbe rimasto fermo in casa.

L’avvocato Andrea Guidi ha concluso chiedendo ai giudici una valutazione rigorosa delle prove, mentre la sentenza è ora attesa dopo il ritiro della Corte.

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