Israele ha lanciato un’operazione militare su vasta scala contro l’Iran, denominata “Rising Lion” o “Ruggito del Leone”.
Il premier Benjamin Netanyahu ha giustificato l’attacco come misura preventiva contro il programma nucleare iraniano, che avrebbe prodotto uranio arricchito per nove bombe atomiche.
Obiettivi colpiti includono impianti di arricchimento, centri di comando e la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei, trasferitosi in un bunker.
Netanyahu ha annunciato l’intento di “decapitare” il regime degli ayatollah, rivolgendo un appello al popolo iraniano: “Il giorno della vostra liberazione è vicino”.
L’operazione, supportata dagli Stati Uniti, mira a neutralizzare la minaccia esistenziale e favorire un cambio di regime dopo le proteste antigovernative.
L’Iran ha risposto con missili balistici su Israele, causando tre morti e 80 feriti, e minaccia ulteriori attacchi su basi occidentali in Medio Oriente.
La Mezzaluna Rossa iraniana denuncia oltre 200 morti, tra cui civili in edifici residenziali e una scuola femminile.
Papa Leone XIV e l’Onu invocano responsabilità e cessate il fuoco, mentre tensioni globali salgono.


