L’escalation nel Medio Oriente vede Israele intensificare i raid su Teheran, colpendo depositi petroliferi come quello di Shahran e infrastrutture militari dei Pasdaran.
Le esplosioni hanno provocato incendi che minacciano piogge acide, con la Mezzaluna Rossa che invita i residenti a rimanere in casa; almeno quattro morti tra i dipendenti del settore energetico.
L’Iran risponde con missili balistici su Israele, colpendo aree vicino a Gerusalemme, e droni su basi Usa nel Golfo, mentre rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz.
Nel Libano meridionale, attacchi israeliani eliminano comandanti della Forza Quds e postazioni di Hezbollah, con tank al confine e nuovi raid su Beirut.
Il bilancio provvisorio in Iran supera i 1200 morti e 10mila feriti dal 28 febbraio; Unicef denuncia quasi 200 bambini uccisi.
I Guardiani della Rivoluzione annunciano capacità di resistere sei mesi di guerra intensa, mirando a oltre 200 obiettivi nemici nella regione.


