La tensione nel Medio Oriente raggiunge livelli critici mentre proseguono gli scontri tra Iran, Stati Uniti e Israele. Nella notte tra giovedì e venerdì, potenti esplosioni hanno scosso Teheran, con colonne di fumo visibili nei pressi dell’aeroporto Mehrabad e in diverse zone simbolo del potere iraniano, a seguito di raid congiunti americani e israeliani che hanno centrato depositi di petrolio e infrastrutture militari.
Gli attacchi proseguono anche negli Emirati Arabi Uniti, dove droni iraniani hanno colpito Dubai, danneggiando edifici al Creek Harbour e provocando disagi all’aeroporto internazionale. Le esplosioni hanno spinto le autorità a emettere allarmi missilistici e a disporre l’evacuazione dei passeggeri verso i rifugi.
La risposta iraniana continua nella cornice dell’operazione “True Promise 4”, con nuovi raid missilistici nel Golfo che hanno fatto scattare le sirene d’allarme anche a Bahrain e Kuwait, oltre al bombardamento del consolato degli Emirati nel Kurdistan iracheno.
Il conflitto colpisce direttamente anche gli alleati occidentali. Un militare francese, il maresciallo Arnaud Frion del 7° battaglione Cacciatori Alpini di Varces, è morto durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq, rivendicato dalla milizia filoiraniana Ashab Al-Kahf. Presidente Macron e ministro italiano Crosetto hanno condannato l’accaduto.
Intanto Dubai si svuota: spiagge deserte, porti turistici senza yacht e hotel silenziosi testimonianza della fuga di residenti e turisti di fronte all’escalation militare regionale.


