A San Marino riaccende il dibattito sul fine vita con due progetti di legge depositati da Rete e dall’Associazione Emma Rossi, focalizzati sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), senza eutanasia o suicidio assistito.
Nella trasmissione Viceversa, Emanuele Santi di Rete ha difeso l’autodeterminazione del paziente, sottolineando la flessibilità delle DAT per evitare accanimento terapeutico, rispettando scelte modificabili.
Dalla maggioranza e dal mondo cattolico, perplessità forti: Manuel Ciavatta (PDCS) contesta il vincolo sui medici, mentre Adolfo Morganti delle associazioni laicali denuncia ambiguità rischiose, simili ad abusi europei, definendo le norme superflue grazie alle efficaci cure palliative locali.
Le aggregazioni laicali hanno incontrato Motus Liberi, criticando lacune nei testi che potrebbero aprire a derive letali, e invocando vicinanza, hospice e cultura della vita contro l’indifferenza.
I progetti entreranno in itinere consiliare, con confronti auspicati oltre le divisioni partitiche per tutelare dignità e relazioni familiari.


