La società contemporanea affronta un profondo deserto del senso, dove il nichilismo erode il significato della vita.
Questa fame di senso colpisce soprattutto i più ricchi di beni materiali, ma poveri di futuro, simmetricamente agli impoveriti del mondo afflitti dalla miseria fisica.
La pandemia ha accentuato questa crisi, sconvolgendo le cornici di significato e spingendo a credenze superficiali per evitare il confronto con il vuoto.
Invece di un discernimento autentico, emerge una carità evanescente, che maschera l’indifferenza verso le periferie emarginate.
Le disuguaglianze sociali, economiche e culturali si amplificano, con le città che abandonano le campagne e i deboli.
Solo un umanesimo della carità, radicato nella sobrietà e nella radicalità esistenziale, può contrastare questo deserto.
Esso richiede dialogo ermeneutico per superare il nichilismo e ridare speranza alle generazioni future.


