“Abbiamo toccato il fondo”. Con queste parole il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari ha commentato in Commissione Esteri le voci su una presunta trattativa politica internazionale legata all’interesse di un gruppo bulgaro per Banca di San Marino.
La vicenda ruota attorno al percorso avviato dal gruppo bulgaro con l’Ente Cassa di Faetano, proprietario della banca, fino a un accordo poi fermato da Banca Centrale. Per Marino Cecchetti, la discussione pubblica intorno all’operazione è degenerata in una sequenza di insinuazioni e maldicenze.
Nel suo intervento, Cecchetti ha rivendicato il lavoro svolto dall’Ecf e ha sostenuto che l’istituto, nonostante le difficoltà, chiuderebbe il bilancio 2025 in attivo con un coefficiente di solvibilità superiore a 14. Da qui il suo no a qualsiasi cessione, considerata la strada migliore per chiudere la stagione delle indiscrezioni.
Cecchetti ha poi rilanciato l’ipotesi di chiedere allo Stato il risarcimento dei danni subiti da Bsm quando fu costretta a comprare Banca del Titano. Secondo la sua ricostruzione, il danno complessivo arriverebbe a 41 milioni di euro, una cifra che supererebbe anche l’offerta avanzata dai bulgari.
Nella sua lettura, proprio un intervento dello Stato permetterebbe di chiudere anche il nodo creato in Bulgaria in ambito europeo. La conclusione è netta: non bisogna vendere la banca ad altri soggetti, ma mantenerla saldamente in mani sammarinesi e rilanciarla.


