L’attivista iraniana Pegah Moshir Pour ha lanciato un allarme per i prigionieri politici nel carcere di Evin, simbolo della repressione del regime.
I detenuti, tra cui dissidenti e intellettuali, sono stati lasciati senza acqua, cibo né cure mediche dopo l’abbandono dei funzionari carcerari.
Le segnalazioni provengono dai familiari, che denunciano una situazione drammatica in corso da ieri.
Pegah Moshir Pour, fuggita in Italia da bambina e oggi scrittrice impegnata per i diritti umani, ha parlato di un “dramma nel dramma”.
Recentemente ospite al Festival della Libertà a San Marino, l’attivista esprime timori per la popolazione civile sotto i bombardamenti israeliani su Teheran.
La “cintura di fuoco” dell’Idf colpisce obiettivi militari, ma rischia di coinvolgere innocenti non legati al regime.
La struttura repressiva resta intatta, e i civili devono rimanere al riparo nelle case, lontani dalle finestre.
Pegah sottolinea che il popolo iraniano non può liberarsi da solo senza supporto esterno.


