Teheran avanza una controproposta decisa per porre fine alla guerra nel Golfo, in risposta al piano pakistano di un cessate il fuoco di 45 giorni.
Islamabad, con il sostegno di Egitto e Turchia, ha proposto una tregua temporanea in due fasi: stop alle armi per 45 giorni, con riapertura dello Stretto di Hormuz entro 15-20 giorni e garanzie sull’uranio arricchito, seguita da un accordo permanente.
L’Iran ha respinto l’idea, definendola favorevole solo a Usa e Israele, e ha inviato ai mediatori una piattaforma in 10 punti che include la cessazione definitiva dei conflitti regionali, protocolli per il passaggio sicuro a Hormuz, risarcimenti e revoca delle sanzioni.
Il presidente Trump ha valutato la mossa iraniana come “significativa ma non sufficiente”, confermando l’ultimatum di domani e minacciando attacchi su infrastrutture civili se non si raggiungerà un’intesa.
Teheran insiste su una soluzione duratura, senza tregue temporanee che ricordino Gaza o Libano, mentre il portavoce delle forze armate annuncia la prosecuzione del conflitto finché necessario.


