L’escalation della guerra in Medio Oriente ha spinto i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile.
Il Brent ha toccato i 103,91 dollari, con un rialzo del 44% in cinque giorni, mentre il WTI segue a ritmi accelerati.
La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha interrotto un quinto delle spedizioni globali di greggio, colpendo esportazioni dall’Iraq e dal Golfo.
Petroliere deviano le rotte, intensificando i timori di carenze prolungate se il conflitto persiste.
In Italia, il diesel servito supera i 2 euro al litro in Toscana e autostrade, con la benzina vicina a 1,90 euro.
Le compagnie petrolifere annunciano rincari immediati, e gli effetti alla pompa si amplieranno nei prossimi giorni.
Anche il gas naturale balza del 22-25% sui mercati europei, raggiungendo i 39-40 euro al megawattora.
L’Iraq ha dichiarato forza maggiore su alcune esportazioni, aggravando la pressione sull’offerta mondiale.


