Silenziose, instancabili e decisive per la vita del pianeta, le api tornano al centro dell’attenzione nella Giornata mondiale istituita dall’Onu e celebrata ogni 20 maggio. Per l’edizione 2026 lo slogan “Siate uniti per le persone e per il pianeta” richiama il rapporto millenario tra l’uomo e l’ape mellifera, un equilibrio essenziale per l’ambiente e per l’intera filiera agroalimentare.
Anche a San Marino la ricorrenza viene sentita con partecipazione. La Cooperativa Apicoltori Sammarinesi ha voluto ribadire il valore di questi insetti impollinatori, ricordando che contribuiscono a dare forma alla biodiversità vegetale da cui dipendiamo per nutrirci. Un messaggio che diventa anche un impegno diretto: dedicare alle api attenzione, cura e consapevolezza del loro ruolo insostituibile.
Guardando al quadro più ampio, l’Italia resta tra i paesi di riferimento in Europa per il settore apistico. Secondo la Federazione Apicoltori Italiani, il patrimonio nazionale supera 1,7 milioni di colonie, con un valore diretto stimato intorno ai 500 milioni di euro. Il lavoro di oltre 77 mila allevatori sostiene produttività e sostenibilità dell’agroalimentare, mentre l’impollinazione genera fino a 2 miliardi di euro di valore produttivo e circa 150 miliardi di euro di beneficio ecosistemico.
Le api non sono soltanto un pilastro economico, ma anche un indicatore prezioso della salute dell’ambiente. Il miele, osservano gli esperti, racconta un territorio meglio di molti altri prodotti, perché racchiude in ogni vasetto il segno di un paesaggio preciso. Lo stesso principio vale in agricoltura e nel vino, dove la presenza di api e biodiversità viene letta come segnale di qualità complessiva del territorio.
Il problema, però, resta grave. In Italia risultano 34 specie di api native a rischio estinzione e la minaccia arriva soprattutto dall’attività umana: agricoltura intensiva, consumo di suolo, perdita degli habitat naturali e pesticidi tossici, in particolare i neonicotinoidi. A questo si sommano gli effetti dei cambiamenti climatici, con fioriture alterate, caldo estremo, siccità e maggiore esposizione a virus e parassiti.
Un equilibrio già fragile che, secondo gli esperti, va difeso con urgenza. Senza api, e senza impollinatori, verrebbe compromesso un sistema da cui dipende gran parte della produzione agricola mondiale e, con essa, la sicurezza alimentare globale.


