I tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a pesare sui mercati finanziari globali. L’escalation seguita all’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha innescato una diffusa avversione al rischio tra gli investitori, con conseguenze significative sui principali indici azionari.
Le Borse europee hanno registrato la peggior seduta dell’anno, travolte da un’ondata di vendite che ha riportato gli indici ai livelli di fine 2025. L’incertezza geopolitica ha provocato un movimento massiccio di capitali verso i beni rifugio, favorendo l’apprezzamento del dollaro e delle valute più sicure.
Anche Wall Street ha accusato il colpo, con aperture negative per Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones. I timori riguardano principalmente l’impatto sulle catene di approvvigionamento di idrocarburi, con rischi concreti di rialzi energetici che potrebbero alimentare l’inflazione e comprimere i margini di profitto delle aziende.
Sui mercati obbligazionari, il decennale statunitense è tornato sotto il 4%, mentre il BTP italiano si è assestato al 3,30%. Le curve dei rendimenti si sono appiattite sia in Eurozona che negli Stati Uniti, confermando il flight to quality degli investitori verso titoli di Stato più sicuri.


